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Recensione Carnival Row

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Carnival Row è una serie dark fantasy prodotta e distribuita da Amazon. Lo stile si avvicina al noir e l’ambientazione vittoriana è simile al genere steampunk (è anche presente l’alchimia, ma non le tecnologie meccaniche tipiche del genere).

La serie è stata creata da René Echevarria ( Star Trek: Deep Space Nine ) e  Travis Beacham (sceneggiatore di Pacific Rim), è composta da 8 episodi, ma ci sarà una seconda stagione. I protagonisti sono interpretati da Orlando Bloom e Cara Delevingne, rispettivamente Rycroft Philostrate, un ispettore che nasconde un segreto e Vignette Stonemoss, una fata (pix).

La storia è ambientata in un continente non ben definito, la Repubblica di Buorgue che aveva partecipato alla guerra seguita alla scoperta dei territori popolati dalle creature mitologiche (fate pix, puck, streghe, licantropi). A seguito di questa guerra a scopo coloniale gran parte delle creature mitologiche è stata sterminata e molte per salvarsi sono emigrate nella Repubblica di Bourgue e vengono fortemente discriminate. Sono quasi ghettizzate sulla via Carnival Row, costrette a lavori umili o illegali, molte pix sono quasi costrette a scegliere il lavoro da cameriere nelle case degli umani benestanti oppure di prostitute nei bordelli. C’è un fortissimo divario sociale tra umani e creature che si riflette anche nella politica del Bourgue, ci vengono infatti mostrate sedute in parlamento in cui le due fazioni politiche si scontrano tra loro, da una parte chi richiede una maggiore integrazione e clemenza verso le creature profughe delle loro terre, dall’altra chi vorrebbe delineare un confine ancora più forte con loro tanto da vietare il contatto con gli umani. 

In questo clima difficile Vignette è costretta a scappare dalla sua terra su una nave di fuggitivi e a seguito di un naufragio si ritrova sulle coste di Bourgue, viene poi affidata come cameriera alla famiglia che possedeva il veliero naufragato. Lì è anche costretta a legare le sue ali per non usarle nelle ore di lavoro, così da nascondere il più possibile la sua caratteristica fatata.

Nello stesso momento Philo indaga su una serie di omicidi irrisolti a sfondo razziale, un caso che viene ampiamente trascurato poiché tutte le vittime sono residenti della Carnival Row. Se questo è il caso con cui vediamo subito Philo all’opera, alla fine del primo episodio ci viene accennato il vero mistero intorno a cui si svilupperà la trama dell’intera stagione. 

Ovviamente le storie dei due protagonisti sono collegate, infatti il loro legame è nato anni prima dell’inizio della narrazione, una storia d’amore che verrà illustrata nel corso degli episodi, in particolare con un interessante episodio flashback che ci mostra anche il corso della guerra ormai conclusa e quindi la terra natale delle creature fatate.

La storia si sviluppa poi con l’infittirsi del mistero di alcuni brutali omicidi da qualcosa che viene definito da testimoni come il male assoluto, in realtà questo mistero riguarderà molto da vicini i protagonisti. Mentre Philo cerca di riconquistare Vignette, anche solo aiutandola a non essere vittima della giustizia corrotta e discriminante, Vignette è alla ricerca di un posto in cui essere se stessa e sopravvivere senza dover essere circondata da umani che si credono superiori. La loro storia è molto coinvolgente e i personaggi hanno entrambi una storia personale molto intrigante. Ci sono anche altri personaggi secondari altrettante interessanti: come una facoltosa umana che cerca di combattere i suoi sentimenti verso una creatura che discrimina ma allo stesso la affascina, poi c’è l’amica pix di Vignette che è ancora innamorata di lei, nonostante la loro storia sia finita da anni, c’è un puk che arriva nel Bourgue dopo essersi arricchito tanto da comprarsi una casa nella zona più facoltosa della città suscitando grande scandalo. Un politico che cerca di difendere l’integrazione, con un figlio ribelle, la figlia poi del suo avversario politico che è stufa di sentirsi messa da parte perché è donna, ma vuole dare sfogo a tutta la sua intelligenza e ambizione.

La serie affronta temi come razzismo, integrazione, riuscendo a coniugare problemi attuali in chiave fantasy noir, in un giallo pieno di segreti nascosti, storie d’amore piene di chimica e effetti speciali che mettono in risalto una bella scenografia e un reparto trucco e costume che ha fatto un ottimo lavoro per dare vita alle creature che non risultano mai finte o forzate attraverso caratteristiche virtuali. E con anche la presenza di personaggi LGBT sia nelle sottotrame sia con i personaggi principali.

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Pubblicato da Marisa

fangirl a tempo pieno, adora passare il tempo a leggere libri interessanti (meglio ancora se stanno per diventare film, così da disturbare gli altri spettatori con la tipica frase "però nel libro.."), guardare serie tv che risucchino completamente la vita sociale, guardare film al cinema ogni volta che riesce, disegnare e dipingere imbrattando le sue t-shirt nerd preferite (mannaggia) e passa le domeniche a preparare argomenti per i suoi podcast multifandom (le recensioni yeee)